Nessuna alternativa

Della più grande democrazia del Medioriente abbiamo perso le tracce dopo le stragi, la distruzione, le azioni genocidiarie compiute in Palestina. E il nostro paese è stato zitto, ha lasciato correre, l’ha addirittura sostenuta nelle assurde giustificazioni utili ad uccidere quasi 50.000 persone.

Ora è il turno della più grande democrazia della Terra che finalmente rende palese come il mondo sia solo una giungla dove comanda il più forte con arroganza, prepotenza e violenza. E il nostro paese non prende le distanze dalle politiche reazionarie dell’improbabile coppia Trump-Musk.

Secoli di cultura giuridica hanno portato ad una convivenza più o meno civile fondata su avanzate Carte costituzionali. Abbiamo creduto alla supremazia del diritto sulla legge del più forte, della giustizia sull’arbitrio. Una supremazia perfettibile naturalmente, con grosse falle nei confronti dei poveri e delle minoranze come ben sapete.

Oggi assistiamo all’annichilimento della politica del bene comune – non che abbia goduto sempre di buona salute – quella partecipata, quella del milaniano “Il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica”. La nostra classe dirigente è totalmente inadeguata nell’affrontare le sfide a cui è chiamata, impegnata com’è a fare marketing personale sui social.

hi si oppone a questa deriva finisce male, come dimostra la storia di Mahmoud Khalil, lo studente newyorkese arrestato “senza nessuna prova” per il suo attivismo a favore dei palestinesi. Trump ha detto che sarà “il primo di molti”. A noi stare dalla parte di chi, come Mahmoud, si oppone al fascismi cercando di costruire un mondo migliore. Non abbiamo alternative.

da Resistenze, rubrica di Fuori Binario del 1 Aprile 2025